M. Penna: creste Ovest ed Est Stampa Email

 

Itinerario Metato (parcheggio) 383 m - Penna (case) 397 m - Foce ad Est del M. Penna 457 m - Cresta Ovest M. Penna - M. Penna 488 m - Cresta Est M. Penna - Foce ad Est del M. Penna 457 m - Lizza del Tambugione - Cava abbandonata 510 m c. - Foce ad Est del M. Penna - Strada Metato-Alpe di Cima - Metato (parcheggio) 383 m
Difficoltà I e II grado esposto le creste Ovest ed Est del M. Penna; E il resto
Dislivelli salita: 191 m; discesa: 191 m
Ore effettive Metato - Penna 0h 20'; Penna - Foce ad Est M. Penna 0h 20'; Foce ad Est M. Penna - M. Penna 0h 40'; M. Penna - Foce ad Est M. Penna 0h 30'; Foce ad Est M. Penna - Cava 0h 20'; Cava - Foce ad Est M. Penna 0h 15'; Foce ad Est M. Penna - Metato 0h 30'
Periodo migliore Ottobre - Aprile
Partecipanti Giuseppe Berti, Mirto Blasich
Siamo stati il 14 Dicembre 2003

 

Andando in auto da Camaiore a Casoli si percorre la valle del Rio Lombricese, fittamente boscosa. Sul versante sinistro spicca il piccolo ma significativo M. Penna, caratterizzato da verticali fasce rocciose inframmezzate da terrazze boscose. La salita su questo monte offre l’occasione per una piacevole e breve arrampicata su roccia ottima, con difficoltà contenute se si seguono le creste Ovest ed Est.

 

Salita

L’itinerario ha inizio dal paese di Metato, raggiungibile in auto seguendo la strada che da Camaiore sale a Casoli e deviando prima di Lòmbrici. Dal parcheggio (383 m) si sale a piedi lungo la strada che collega Metato alle varie frazioni sparse sulle pendici meridionali del M. Ciurlaglia. Subito si trova sulla sinistra una stradina sterrata che dapprima in lieve discesa poi in quota contorna la valle per terminare alle case di Penna (397 m; in ristrutturazione).

Risalendo i campi retrostanti le case, si raggiunge la Foce ad Est del M. Penna (457 m). Molto interessante, sul lato settentrionale del M. Penna subito a Ovest della sella, una grande rientranza della parete rocciosa del monte che può servire da ricovero di fortuna in caso di maltempo.

Dalla Foce un sentiero si inoltra nel bosco di lecci in direzione Ovest, passando accanto ad un grosso sasso scalpellato in cima: presumibilmente aveva lo scopo di alleviare la fatica di chi trasportava pesanti carichi con uno zaino, oppure serviva semplicemente per caricarselo sulle spalle. Più avanti il sentiero è invaso dalla vegetazione, per cui occorre portarsi sulla vicina cresta Ovest del M. Penna.

Attacco presso un leccio con molti rami bassi. Si presenta una placca inclinata un po’ scivolosa, superabile con un minimo di attenzione. Tendendo a destra, si affronta un passaggio di I grado ben appigliato. A seguire un tratto facile, quindi altro passaggio, questa volta di II grado: la buona qualità della roccia consente di gustarsi la salita.

Altro tratto facile, poi si aggira sulla sinistra (versante Nord) uno spuntone della cresta: prestare attenzione al muschio (delicato). Ora non restano che pochi metri, zigzagando fra gli alberi di leccio. La cima appare al termine della vegetazione, con una caratteristica singolare: proprio sul punto più alto è nata e cresciuta una pianta di olivo selvatico, al quale è stato legato un barattolo di vetro con all’interno alcuni fogli e una penna per chi voglia lasciare la propria firma.

Il panorama dalla vetta è ostacolato dai lecci verso la piana di Camaiore ed il M. Gàbberi. La veduta è più ampia verso il M. Prana e la zona della Grotta all’Onda. A volo d’uccello la vista sul paese di Casoli.

 

Discesa

La cresta Est appare come continuazione della cresta Ovest in quanto a morfologia e difficoltà. Subito un breve ma esposto passaggio dovuto al restringimento del crinale, a seguire ripida discesa su roccette e detriti che conduce al passaggio chiave: in forte esposizione (ci si trova praticamente sull’orlo di un salto strapiombante di 40 metri circa) bisogna scendere qualche metro in traversata per una lastra, quindi scavalcarla calandosi di un paio di metri. Difficoltà di II grado su roccia ottima. Questo passo è anche aggirabile a destra (versante Sud) ma le difficoltà sono decisamente superiori (III grado).

Ancora qualche facile salto roccioso ed ecco di nuovo il bosco di lecci: la via più facile è piegare leggermente a destra (altro gradino di roccia) e scendere fino a riprendere il sentiero che dalla Foce va verso Ovest. In alternativa è possibile continuare sempre per la cresta, il cui ultimo tratto è però occupato da erbe e arbusti fitti.

Alla Foce si trova un ottimo sentiero battuto. Percorrendolo verso sinistra e scegliendo, ad un bivio poco oltre, la traccia di destra (con quella a sinistra, volendo, si può scendere fino al Rio Lombricese ed il paese di Casoli), inizia una ripida salita che termina al piazzale di una cava abbandonata (510 m c.). Lungo il sentiero, su un masso squadrato, una scritta rossa sbiadita: Grotta del Tambugione. A prima vista però non ci sono tracce di anfratti o grotte, nei paraggi. Probabilmente dal piazzale bisogna proseguire oltre, fuori sentiero, per il bosco fitto, con attenzione particolare al terreno a tratti molto roccioso e sconnesso.

Ridiscesi alla Foce ad Est del M. Penna, si continua per l’ottimo sentiero che con qualche saliscendi va a finire sulla stradina con fondo in cemento che da Metato sale agli alpeggi posti sul versante meridionale del M. Ciurlaglia; dopo un paio di tornanti ecco di nuovo lo spiazzo del parcheggio (383 m).



 

01 - Un sasso scolpito per appoggiare i carichi.jpg 02 - Giuseppe sulla cresta Ovest del M. Penna.jpg 03 - Casoli dal M. Penna.jpg 04 - Mirto sul M. Penna.jpg 05 - La piana di Camaiore dal M. Penna.jpg 06 - Il M. Gevoli dal M. Penna.jpg 07 - Giuseppe sul M. Penna.jpg 08 - Maggiociondolo in fiore a meta' Dicembre!.jpg 09 - La cresta Est del M. Penna.jpg 10 - Sulla lizza del M. Ciurlaglia.jpg 11 - Il Penna, piccolo ma ardito.jpg 12 - Il M. Penna da Est, con il M. Gevoli alle spalle.jpg

 

Ultimo aggiornamento Martedì 14 Giugno 2011 12:50